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De Rossi, “condizioni buone”. E lui: “Ho avuto paura”

De Rossi condizioni buone E lui Ho avuto paura


Il professor Vaia: “Potrebbe anche essere dimesso la settimana prossima e proseguire la terapia a domicilio”. Tanti i messaggi d’affetto, lui sta cercando di rispondere a tutti, scrivendo o mandando foto per far vedere che nonostante tutto il morale è alto

Seconda notte in ospedale per Daniele De Rossi. Se proprio tre anni fa l’ex capitano della Roma viveva una delle serate più magiche della sua carriera – il 3-0 al Barcellona, suo il secondo gol – adesso è ricoverato allo Spallanzani per una polmonite dopo la positività al Covid. “Siamo ottimisti, è in buone condizioni”, ha detto il professor Vaia, direttore dello Spallanzani a Radio Kiss Kiss, tranquillizzando tutti. Poi, facendo il punto dal suo ospedale, ha aggiunto: “De Rossi è positivo e sintomatico con una polmonite e altri sintomi tipici della malattia da Covid-19. Il suo decorso clinico è buono, risponde alla terapia e la settimana prossima potrebbe anche essere dimesso e proseguire la terapia a domicilio. Quando si intervenire presto e bene con la terapia, la malattia e il virus possono essere battuti e vinti, a dimostrazione che i farmaci innovativi nella prima fase della malattia sono spesso risolutivi, a ciò aggiungiamo anche la giovane età del ragazzo che ha contributo”.

Quanto affetto

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Se c’è una cosa che questa esperienza gli sta già lasciando è la consapevolezza di quanto affetto e stima ci siano per lui nel mondo del calcio: dalla Roma (ovviamente) che lo ha contattato in ogni forma, dalla società agli ex compagni fino ai normali dipendenti, passando per la Federazione (il presidente Gravina lo ha chiamato ieri), il Coni, centinaia di giocatori sparsi ovunque, avversari (vedi il tweet del Napoli), giornalisti, atleti di altri sport e gente comune, Daniele da ieri sta ricevendo migliaia di messaggi. Pubblici e non. Lui sta cercando di rispondere a tutti, a qualcuno scrive, a qualcun altro manda foto per far vedere che nonostante tutto sta bene e il morale è alto. È pronto a combattere la sua battaglia, ben consapevole di essere in uno degli ospedali migliori del mondo (lo Spallanzani di Roma) e cosciente che le sue condizioni sono tutto sommato buone.

La famiglia

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La moglie Sarah è a casa e lo aspetta insieme a Gaia (quasi 16 anni), Olivia (7) e Noah (4) e ieri ha scritto: “Ho perso la mia strada fino a te e in te ho trovato la mia strada”. Una dedica d’amore in un momento complicato, ma che la famiglia De Rossi sta vivendo con discrezione e forza. Compreso papà Alberto, allenatore della Primavera, oggi impegnata alle 15 contro la Fiorentina di Aquilani. Anche lui, come ha rivelato ieri Walter Sabatini, sta tranquillizzando tutti dicendo che le condizioni di Daniele sono tutto sommato buone.

il messaggio

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In mattinata un messaggio privato mandato dallo stesso De Rossi ad alcuni amici con audio e foto (sorridente ma intubato) ha fatto velocemente il giro del web: “Sono venuto perché avevo troppi sintomi che non andavano via e anzi peggioravano. Ieri mattina mi sono alzato dalla sedia normalmente e ho avuto un mezzo mancamento, mi fischiavano le orecchie, sentivo tutto ovattato, ho mezzo barcollato, mi sono messo paura e ho chiesto di fare un controllo. Sono venuto allo Spallanzani e ho una polmonite interstiziale bilaterale, non ad un livello gravissimo ma c’è. Era meglio non ce l’avessi. Soprattutto mi hanno detto se non fossi venuto, insomma… Non è uno stadio al limite, ma neanche un Covid da curare a domicilio”.

Gazzetta.it ha scelto di non pubblicare l’audio di Daniele De Rossi in ospedale essendo materiale privato e rispettando così il suo diritto alla privacy



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