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Ibra, il Milan attende il giudice sportivo e prepara l’eventuale ricorso

Ibra il Milan attende il giudice sportivo e prepara leventuale


Il nodo: Maresca ha espulso Zlatan sulla base di una frase che potrebbe essere stata compresa male, o per una serie di proteste che duravano da un po’? Certa una giornata di stop, dalle due in su il club andrà in appello

E adesso, ovviamente, non resta che aspettare. Aspettare il verdetto del giudice sportivo Mastrandrea, che martedì si esprimerà sul caso Ibrahimovic. Caso è la parola più appropriata perché il rosso mostrato allo svedese da Maresca per proteste al quarto d’ora del secondo tempo di Parma-Milan, ha fatto e sta facendo discutere parecchio. Il giudice chiaramente si baserà sul referto dell’arbitro (e degli ispettori federali). Nel caso specifico conterà ciò che ha scritto Maresca dopo la partita. Ciò che ha scritto dopo aver sentito le parole di Ibra, visto che per i rossi diretti l’arbitro è tenuto a riportare le motivazioni. Il nodo è tutto qui.

Ipotesi

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Esistono tracce audio, piuttosto chiare, in cui pochi istanti prima del provvedimento di Maresca lo svedese gli dice “mi sembra strano, eh”. Una frase pronunciata a qualche metro di distanza che, secondo alcune ricostruzioni, il fischietto potrebbe aver inteso come “sei un bastardo”. Questo il possibile equivoco, a volersi però basare esclusivamente sulle frazioni di secondo che precedono l’espulsione. Perché c’è poi un’altra serie di parole che Ibra sillaba all’indirizzo di Maresca nei secondi precedenti, i cui contenuti non sono noti. Si vede infatti chiaramente, dopo un fallo su Calhanoglu, come Zlatan – sempre a una certa distanza – rivolga lo sguardo e parli verso l’arbitro. Lamentele reiterate insomma. Cosa che durante una partita succedono sempre, ma ovviamente occorre capirne i contenuti. In pratica – sempre restando nel campo delle ipotesi – Maresca potrebbe aver mostrato il rosso a Ibra dopo una serie piuttosto lunga di proteste, accumulate secondo dopo secondo, e magari dopo altre parole non così leggere. C’è un’altra traccia audio, per esempio, in cui lo svedese lo inviterebbe ad andare “a casa”.

Errore o no?

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Farà fede il referto, dove è ragionevole pensare che il fischietto napoletano abbia scritto l’ingiuria che ha ritenuto di aver sentito, nel caso in cui il rosso sia strettamente correlato a quel frangente; oppure che abbia inserito altre frasi di Ibra ritenute passibili di espulsione. Per quanto riguarda le giornate di squalifica, a Zlatan una non gliela toglie nessuno. Il rosso diretto equivale automaticamente ad almeno un turno di stop. Da escludere il ricorso, che invece il Milan potrebbe fare con richiesta urgente se la squalifica fosse di due (o più) giornate. In quel caso il club rossonero potrebbe fornire in appello prove audio e video a supporto della propria tesi difensiva, cosa che in primo grado di giudizio non è contemplata.



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