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Inter, Conte ordina: ‘Vinciamo, così dietro mollano’. Chance Sanchez e si rivede Sensi

Inter Conte ordina Vinciamo cosi dietro mollano Chance Sanchez e


Caccia all’11° successo di fila, il 12° in casa. Il tecnico: “Ho la testa dura, venire qui è stata la scelta più difficile”

Testa dura per tirare giù i muri, certo. Ma pure per vincere il campionato, respingere il sussulto del Milan che ieri si è affacciato a meno otto, in definitiva spodestare la Juventus. E scrivere record, allungare strisce verso l’infinito e oltre. Cambiando pure l’Inter, perché lo stress di queste ore è pari alla stanchezza della terza partita in nove giorni. E allora eccolo qui, Antonio Conte. Quello che “venire all’Inter è stata la scelta più difficile, ma ho la testa dura e abbatto anche i muri”, appunto. Scelta difficile perché il coefficiente di difficoltà era elevatissimo, in considerazione del passato juventino: sai che storia, non fosse andata bene. Conte è pure quello che… della Champions che verrà si occuperà poi. E se Arrigo Sacchi, sulla Gazzetta, lo aveva spinto alla sfida del futuro: “In ambito internazionale – aveva scritto Sacchi – avere l’iniziativa, il comando del gioco e il pressing sarà indispensabile per il successo”. Conte, che di Arrigo ha una stima smisurata, ha tenuto a precisare: “Dobbiamo pensare al presente sapendo che abbiamo l’opportunità di fare qualcosa di eccezionale, considerato l’ultimo decennio. Bisognerebbe dare enfasi e valore a quanto stanno facendo i ragazzi e non pensare se vogliamo vincere la Champions l’anno prossimo, non ha senso fare discorsi sul futuro”. E ancora, altra sottolineatura: “Qualcuno si è dimenticato che la nostra finale di Europa League è il maggior risultato internazionale di un’italiana negli ultimi anni”.

I numeri

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Ora però il focus è sull’Italia. Dove Conte ha costruito gli “Insuperabili”. Insuperabili se vale questo numero qui: nel girone di ritorno l’Inter non ha passato neppure un minuto in situazione di svantaggio. Nessuna squadra è riuscita a mettere il muso avanti sull’Inter. L’ultima a riuscirci, momentaneamente, è stata la Roma il 10 gennaio scorso: 91 giorni sono passati, una vita fa, quando ancora il primo posto non era ancora realtà e il Milan andava inseguito, non respinto. Poi è arrivata la vittoria sulla Juve, quella della svolta. Per la verità, ne sono arrivate dieci consecutive: l’undicesima, oggi, sarebbe la quinta migliore serie in assoluto di tutta la storia della Serie A, la seconda a tinte nerazzurre. Altro numero: oggi contro il Cagliari Conte va a caccia della 12a vittoria consecutiva a San Siro. Vorrebbe dire lanciarsi a un passo dalla storia, anche qui: solo una volta, nel 2010-11, l’Inter è riuscita a spingersi oltre (13).

Le scelte

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Di mezzo c’è il Cagliari di Nainggolan, sul quale Conte ha dribblato polemiche: “Non guardo al passato, anzi lo ringrazio. E dico che dovremo stare attenti a lui, visto che già lo scorso anno ha segnato un gol contro di noi”. Il centrocampo di oggi è proprietà di Brozovic, di Eriksen e, a sorpresa, di Sensi: sarà lui, che non parte titolare dal 30 settembre, a sostituire lo squalificato Barella. Non è l’unico cambio di formazione: la difesa è quella titolare, Hakimi – il peggiore nelle ultime due uscite – lascia spazio a Darmian, davanti Sanchez ha l’occasione che aspettava al fianco di Lukaku, il signore dei 30 gol confezionati (21 reti, 9 assist) in 28 presenze. Comodo partire sempre 1-0, no? “Ci auguriamo che arriverà lo scudetto – ancora Conte -, ma conosciamo le insidie che ci aspettano: ho grande esperienza per non pensare ad altro che al presente. Ora stiamo zitti e pedaliamo. E stiamo attenti a non dare linfa agli avversari con qualche scivolone. Nella mia carriera ho inseguito e sono stato inseguito: alla fine se davanti vinci, chi è dietro prima o poi molla”. Lui no. Lui ha la testa dura: tutti in ritiro e guai a chi dice una parola di troppo, questo è il diktat dell’allenatore. Non disturbate il manovratore.



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