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Juve-Genoa 3-1, gol di Kulusevski, Morata, Scamacca e McKennie

Juve Genoa 3 1 gol di Kulusevski Morata Scamacca e McKennie


Kulusevski e Morata a segno nel primo tempo, nella ripresa i bianconeri rallentano e subiscono il 2-1, poi McKennie chiude il match. Szczesny decisivo in due occasioni

Genoa battuto 3-1, e la Juve conquista la seconda vittoria consecutiva, restando nella scia del Milan, in terza posizione. Rompe il ghiaccio un ritrovato Kulusevski, a segno dopo 4’ minuti. Sembra tutto facile per i bianconeri, che raddoppiano con Morata al 22’. Scamacca impegna Szczesny allo scadere del primo tempo, ma la Juve non raccoglie il campanello d’allarme. E nella ripresa torna in campo nella peggior versione di se stessa. Risultato: dopo 4 minuti Scamacca dimezza lo svantaggio e obbliga la Juve a una ripresa più sofferta del necessario. Nel tourbillon dei cambi a pescare il jolly è Pirlo, con McKennie che trova il gol del 3-1 al 70’, a due minuti dal suo ingresso in campo.

Dybala in panca

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Pirlo conferma il 4-4-2 visto col Napoli, lasciando però in panchina Buffon e Alex Sandro. Cuadrado, arretrato sulla linea dei difensori, lascia il posto a Kulusevski, con Morata al fianco di Ronaldo (Dybala parte di nuovo in panchina). Ballardini, che deve fare a meno dello squalificato Strootman e degli infortunati Pellegrino e Czyborra, risponde con un 3-5-2 con in mezzo quel Rovella già juventino ma in rossoblu a farsi le ossa e prepararsi a un domani in bianconero. Davanti è Pandev a dar man forte a Scamacca. L’avvio juventino non è rombante quanto quello esibito col Napoli, ma altrettanto autorevole, e il gol arriva dopo 4’: Cuadrado salta Rovella e appoggia all’indietro per Kulusevski, che con un sinistro da fermo batte Perin. Il Genoa reagisce frullando calcio offensivo insistente ma innocuo: una conclusione alta di Biraschi e una punizione altissima di Scamacca sono gli unici prodotti delle avanzate rossoblu.

Raddoppio Juve

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La Juve gioca con calma e lucidità, prova un paio di conclusioni, e al 22’ arriva il raddoppio: sprinta Chiesa dalla linea di metà campo macinando metri e avversari, Perin respinge il suo destro in corsa, Ronaldo da posizione ravvicinata stampa il pallone sul palo, Morata al terzo tentativo lo spinge in rete. Ora è una Juve in totale controllo, che fa girare palla e mantiene il possesso, il Genoa fatica a ripartire, subendo molto l’asse di destra Cuadrado-Kulusevski. Lo svedese appare rinato rispetto alle ultime prestazioni, ma è la squadra tutta a giocare con coralità, grande attenzione e senza sbavature. Solo un brivido, nel finale: Scamacca si incunea fra De Ligt e Chiellini, Szczesny è eccezionale nel respingere la conclusione ravvicina dell’attaccante rossoblu.

Reazione Genoa

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La ripresa si apre con Alex Sandro in campo al posto dell’ammonito Cuadrado, con Danilo che slitta a destra. Nel Genoa dentro Pjaca e Ghiglione (per Biraschi e Behrami), ma a cambiare è soprattutto l’atteggiamento della squadra di Ballardini, che subito guadagna un angolo, e da quel corner costruisce il gol del 2-1, realizzato di testa da Scamacca, al 49’. Poi il Genoa non si ferma, con Pjaca che prima chiama Szczesny a un grande intervento, e poi manda alto da buona posizione. La Juve si è un po’ persa, o meglio ha lasciato negli spogliatoi un po’ dello spirito che l’ha fatta grande nel primo tempo. Chiesa spreca un buon contropiede cercando Morata e non Ronaldo, libero a sinistra, il Genoa inserisce altre forze fresche (Shomurodov e Zajc). I bianconeri rallentano il ritmo e incappano in “vecchi” errori, Pirlo prova a dare la scossa inserendo Dybala e McKennie per Morata e Kulusevski. Pronti via, proprio McKennie dopo 2 minuti, al 70’, centra il 3-1, servito sul filo del fuorigioco da Danilo. Il Genoa chiude in 10, anzi praticamente in 9: al 79’ Zappacosta si arrende, con Ballardini che ha esaurito i cambi, e nel finale anche Pjaca è visibilmente sofferente. Ma tant’è, la gara è praticamente finita col 3-1 firmato McKennie. E un Ronaldo che a fine gara lancia la maglietta a terra per accontentare la richiesta di un raccattapalle, gesto un po’ ambiguo commentato anche da Pirlo nel post match.



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