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Chiellini, 529 gare in maglia Juve. De Ligt o Demiral l’erede?

Chiellini 529 gare in maglia Juve De Ligt o Demiral


Con la presenza da titolare contro il Genoa ha superato Furino ed è salito al quarto posto in solitaria per presenze nella storia del club. Un suo clone non c’è, ma la Juve si sta attrezzando…

Chissà che effetto fa vedersi nella storia della Juventus da lassù, dall’Olimpo bianconero. Con la presenza da titolare contro il Genoa, Giorgio Chiellini ha toccato infatti quota 529 partite ufficiali con la Juventus, salendo al quarto posto in solitaria nella storia del club. Contro il Napoli aveva raggiunto ai piedi del podio Giuseppe Furino, in questo fine settimana si è preso la cosiddetta medaglia di legno tutta per sé. E in quella che potrebbe assumere le sembianze della sua ultima stagione da calciatore, va detto che il difensore azzurro sta onorando il campo come ha sempre fatto, senza trascinarsi in cerca di primati. Intanto, si tenta di capire chi potrebbe raccogliere la sua pesante ma preziosissima eredità in campo e nello spogliatoio.

LA GRADUATORIA

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Con Buffon e Del Piero imprendibili nelle prime due posizioni di juventini più presenti, il terzo gradino di Gaetano Scirea è lontano “solamente” 23 match, a quota 552. Se quindi Chiellini fosse un patito di record personali, opterebbe senza dubbio per un’altra stagione che gli permetterebbe di rimpiazzare il legno con il bronzo, così come di prendersi il podio anche nelle presenze nelle coppe internazionali ai danni di Alessio Tacchinardi (sono 91 a 93 attualmente). Detto ciò, nelle valutazioni personali del difensore peserà quanto detto prima, ovvero che la cosa più importante rimane poter dare il tutto per tutto in campo. Se la fragilità fisica è stata evidente nelle ultime due stagioni, va sottolineato che le prestazioni di Chiellini sono state quasi sempre di alto livello, magari non smaglianti come negli anni d’oro ma di assicurata sostanza e solidità. Poche le sbandate, tantissima la sensazione di sicurezza difensiva nonostante la consueta irruenza che lo contraddistingue, come i difensori vecchio stampo. Non offre nel repertorio la visione di gioco di Leonardo Bonucci o la brillantezza dei colleghi più giovani, ma con lui in campo la squadra si è sempre voltata indietro una volta in meno a controllare come andavano le cose.

IL TESTIMONE

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Ipotizzando un suo addio – immediato o rinviato – ha comunque senso immaginare chi abbia le carte in regola per raccogliere la sua eredità calcistica in maglia bianconera. Senza speculare su discorsi di calciomercato che ancora sono precoci, senza dubbio a livello di spogliatoio sarà lo stesso Bonucci a continuare la staffetta, sia nel reparto difensivo che a livello di squadra se anche Buffon dovesse salutare. L’ultimo membro della mitica BBC ha per definizione le carte in regola per parlare delle imprese che furono, come i saggi dei villaggi, oltre che il profilo per spronare le nuove leve che non assimilano in fretta la voglia di vincere e la filosofia bianconera.
Sul piano tecnico, invece, Bonucci non è certo un suo erede per un modo diverso di interpretare il ruolo. Lo possono essere in maniera differente Matthiijs de Ligt e Merih Demiral, i due giovani rampanti che il club vorrebbe vedere in bianconero a lungo. Sul difensore turco, secondo a nessuno in quanto a irruenza, pesano però le necessità di bilancio e il basso prezzo d’acquisto del cartellino, così un’offerta alta potrebbe convincere la società a incassare una sostanziosa plusvalenza. Soprattutto, però, pare presto per incoronarlo come erede di Chiellini: serve qualche ruga in più e qualche tackle “regalato” in meno, anche se nel complesso non si può non essere soddisfatti della crescita dell’ex Sassuolo. Tornando al compagno di reparto olandese, invece, l’identikit appare più centrato, almeno a livello di sicurezza e solidità. Ci sono diversi aspetti che lo differenziano da Giorgio oltre ai 15 anni di differenza, ma l’imponenza fisica e la fiducia che si può riporre in lui sono simili. Concentrato, presente e attento, de Ligt si è dimostrato all’altezza delle aspettative nonostante i normali inciampi di percorso di un Under-21 e anche lui sembra trasmettere la stessa serenità ai compagni. Chissà che opinione si è fatto Chiellini dall’alto del suo quarto posto nella storia della Juventus. Nella sua autobiografia, intanto, aveva scritto: “La sua forza l’ho capita subito, sono bastati pochi allenamenti. È uno diverso, speciale”. Non male come prima impressione.



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