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«Ma se lui segna, vinciamo anche noi»- Corriere.it

Ma se lui segna vinciamo anche noi Corriereit
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Cristiano Ronaldo quando perde le staffe: il gol annullato al Portogallo, le liti con arbitro, giornalisti e compagni, quelle lacrime con Ferguson


Quando perde la calma lui…


A essere diversa però è la Juventus attorno al campione portoghese: indebolita rispetto alle attese di tre anni fa quando sbarcò Cristiano, sempre un po’ immatura nella gestione della partita (domenica il Genoa è andato vicinissimo al 2-2 prima del 3-1 di McKennie) e tutt’altro che sicura di arrivare in scioltezza all’obiettivo minimo della stagione, ovvero alla qualificazione in Champions.

Se c’è qualcuno sempre sul pezzo, a costo di sembrare un alieno in ogni sua manifestazione, questo è proprio Ronaldo. E non a caso Pirlo se lo tiene stretto, ben sapendo che i traguardi personali di CR7 coincidono con quelli della Juve, che dopo aver fallito i due obiettivi principali non può più permettersi errori: «I campioni come lui devono avere sempre degli obiettivi in testa: se Ronaldo fa 35 gol aiuta la Juve a vincere…».

Il portoghese precede Lukaku di 4 gol nella classifica marcatori. E la Juve, oltre alla qualificazione Champions, punta alla Coppa Italia nella finale con l’Atalanta, avversario domenica in campionato: la squadra di Gosens, che nel suo libro ha appena raccontato la vergogna provata quando chiese la maglia a CR7 e lui non gliela diede.

Quella casacca, che ha portato già dal primo anno ronaldiano la Juventus tra le prime dieci squadre al mondo nella vendita delle magliette con un milione e mezzo di esemplari, è quasi un feticcio, non solo tra i raccattapalle: il figlio del capitano genoano Criscito ieri ha ricevuto il suo «trofeo».

L’eventualità che queste possano essere le ultime magliette bianconere di Ronaldo aumenta il loro valore. Perché se il sacrosanto discorso fatto dal direttore Paratici sul rinnovo del contratto di Dybala in scadenza nel 2022 («Non possiamo dimenticarci del momento che stiamo vivendo e non parliamo solo di calcio. Serve un senso di responsabilità») vale per l’argentino, a maggior ragione può riguardare Cristiano che ha un impatto di 85 milioni annui tra ingaggio e ammortamento.

Se Ronaldo resta per l’ultimo anno di contratto, anche grazie alla vantaggiosissima flat tax di centomila euro sui redditi percepiti all’estero (sponsor e aziende personali) ci vorrà qualcosa in più di una Juve ridimensionata nel budget per renderlo felice e vincente: il ritorno ad altissimi livelli del Real in Europa in questo senso non tonifica l’umore del portoghese, fuori una volta ai quarti e due agli ottavi con la Juve. Risultati negativi, che non hanno impedito al vicepresidente Nedved di ricordare di recente che «Ronaldo ci ha portato nell’Olimpo del calcio». Su in cima però adesso tira un’aria strana.

12 aprile 2021 (modifica il 12 aprile 2021 | 22:47)

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