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“Amareggiata da colleghi no vax, in corsia siamo sfiniti”

Covid Lombardia oggi 2302 contagi e 77 morti bollettino 11



“Sono profondamente amareggiata perché ho sempre cercato di sostenere il valore della professione, perché siamo dei professionisti, e come tali immaginavo che un po’ di conoscenza sull’importanza dei vaccini ci fosse… e invece questa situazione mi lascia molto perplessa, potrei dire veramente ‘no comment'”. Monica Falocchi è incredula. La capoinfermiera del reparto di terapia intensiva degli Spedali Civili di Brescia, finita qualche mese fa sulla copertina del New York Times Magazine per raccontare le storie insieme a chi, negli ospedali di Bergamo, Brescia e Milano, è stato impegnato in prima linea nella lotta contro Covid-19, non può credere che molti dei suoi colleghi stiano scendendo in piazza per manifestare contro l’obbligo di vaccino per gli operatori sanitari.


“E’ una questione etica oltre che professionale – spiega Falocchi all’Adnkronos – noi dovremmo essere l’esempio. Già c’è molta confusione, così facendo non stiamo dando il buon esempio. Mi delude molto che a distanza di un anno, in cui soffriamo e siamo ancora qui in prima linea a cercare di salvare tutti questi pazienti, la categoria sanitaria non sia la prima ad avvalorare l’importanza del vaccino. Di cosa stiamo parlando?”.

Monica, che si è già vaccinata, non nasconde la fatica che ogni giorno accompagna lei e i suoi colleghi in corsia: “Siamo tutti un po’ stanchi – ammette -. Vorrei che la nostra categoria venisse rappresentata in altro modo. Mi auguro che” quella che vediamo protestare in strada “sia solo una piccola parte della categoria. Fa male per l’impegno che ci mettiamo da un anno a questa parte. Siamo sfiniti, siamo andati oltre ogni limite”.





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