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«Ospedali sovraccarichi, prematuro allentare le restrizioni»- Corriere.it

Ospedali sovraccarichi prematuro allentare le restrizioni Corriereit


«Gli ospedali sono sovraccarichi e l’occupazione delle terapie intensive è ben oltre le soglie critiche». I maggiori sindacati dei medici intervengono nel dibattito in corso sulle possibili riaperture e lanciano un appello unitario alla prudenza. «I dati delle ultime settimane mostrano progressivi segnali di rallentamento della crescita dei contagi, tuttavia la circolazione del virus è ancora marcata con circa 530mila contagi attivi e una persistente elevata mortalità che impongono molta cautela nell’allentare le misure restrittive della movimentazione sociale».

La situazione negli ospedali

«Il personale sanitario, impegnato quotidianamente 7 giorni su 7, di giorno e di notte e da oltre un anno nella lotta contro la pandemia e la sua malattia Covid-19, si trova ad affrontare ancora per tutto quest’anno criticità di ogni tipo dovute al sovraffollamento degli ospedali» scrive l’Intersindacale della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria. Un problema generale che «con la terza ondata interessa in successione tutta la nostra Penisola, anche aree precedentemente risparmiate, come dimostra il caso Sardegna».

I rischi per i pazienti

«Ogni prematuro allentamento delle restrizioni potrebbe mettere a rischio tanto la vita dei pazienti Covid (costringendo per carenza di posti letto gli operatori a scelte strazianti sotto il profilo etico come il triage inverso) quanto la salute dei pazienti con altre patologie, la cui prevenzione e cura rischia di essere ancora una volta sacrificata a causa della sottovalutazione del rischio di una persistente elevata circolazione del virus, sulla quale i medici e i dirigenti del servizio sanitario nazionale lanciano da tempo, inascoltati, tutti gli allarmi possibili» si legge nella nota. «Per la terza volta gli operatori sanitari sono costretti, dopo il secondo picco epidemico autunnale, a ulteriori sacrifici, anche a rischio della salute personale» rimarcano i sindacati.

La soglia dei 5mila contagi al giorno

Per i medici, per parlare di riaperture la curva dell’epidemia deve rimanere al di sotto di una soglia ben precisa. «Le decisioni competono, certo, alla politica, ma è compito, anche deontologico, di chi lavora in prima linea fornire una fotografia chiara dell’andamento clinico ed epidemiologico della pandemia» affermano i medici. «Un allentamento delle restrizioni sarà possibile solo con contagi giornalieri sotto i 5mila, mantenendo una larga capacità di testing e riprendendo il contact tracing per il controllo della diffusione dell’epidemia, i ricoveri in area Covid medica e intensiva largamente al di sotto delle soglie critiche, rispettivamente 40% e 30%, e la vaccinazione completata almeno per i soggetti fragili e gli ultra 60enni, categorie a più alto rischio di ricovero e mortalità».

Tredici mesi di lavoro in prima linea

«Chiediamo alla politica di ascoltare le decine e decine di migliaia di colleghi che da 13 mesi lavorano senza tregua nell’emergenza territoriale e negli ospedali, e che non nascondono la loro perplessità e amarezza per il dibattito in corso su riaperture che, sotto le pur comprensibili esigenze economiche e sociali, celano una non corretta valutazione del rischio di un prolungamento della pandemia e di una persistente elevata mortalità tra i cittadini non ancora protetti con la vaccinazione. Senza una soluzione duratura della crisi sanitaria non vi potrà essere una ripresa economica né un ritorno in sicurezza alle normali relazioni sociali» concludono i medici.

13 aprile 2021 (modifica il 13 aprile 2021 | 13:21)

© RIPRODUZIONE RISERVATA





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