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Sono 250 milioni le mascherine cinesi «non conformi e pericolose»- Corriere.it

Sono 250 milioni le mascherine cinesi non conformi e pericolose


GORIZIA – La Procura di Gorizia ne ha sequestrate 60 milioni lo scorso 30 marzo, ma le mascherine – dodici modelli Ffp2 e Ffp3 di importazione cinese – ritenute non conformi alle normative vigenti e pericolose per la salute sono almeno 250 milioni. Che una volta essere state validate dal Comitato tecnico scientifico sono state distribuite in diversi ospedali, Centri specializzati e convenzionati, aziende sanitarie di tutta Italia, attraverso fornitori accreditati da Invitalia, la sede dell’ex commissario Domenico Arcuri.

Il caso

A scoperchiare il caso stata appunto la Procura goriziana dopo diverse segnalazioni di operatori sanitari che avevano inviato due esposti al procuratore capo, Massimo Lia. Nelle denunce veniva sottolineato che i dispositivi di protezione individuale erano sicuramente taroccati, ipotesi questa che era stata successivamente suffragata dalle analisi: le mascherine in questione risultavano infatti avere una capacit filtrante anche dieci volte inferiore rispetto a quanto dichiarato. Non solo, ma sarebbero state confezionale con materiale ritenuto scadente. Ora, uno dei nodi da sciogliere, come sottolinea lo stesso procuratore capo Lia, sar quello di capire quante di queste mascherine sono gi state usate e quante sono tuttora utilizzate.

Ricostruire la catena

L’ipotesi iniziale di reato, spiega ancora Lia, quella di frode nell’esercizio commerciale che poi si trasformata nell’ipotesi di frode in pubbliche forniture. Ma il vero obiettivo, una volta completato il sequestro dell’intero stock, sar quello di ricostruire minuziosamente la catena dei soggetti che a vario titolo hanno partecipato all’ingranaggio della distribuzione delle mascherine e se esistono altri campioni difettati. Intanto, le varie direzioni generali regionali su indicazione della Guardia di finanza di Gorizia, come ha fatto tempestivamente quella del Friuli-Venezia Giulia, stanno inviando a tutte le istituzioni pubbliche e private che si stanno occupando del Covid, le necessarie informazioni per stoppare immediatamente la distribuzione delle mascherine incriminate e individuare se ce ne siano ancora in giacenza tra quelle che sono state consegnate.

Le indagini

Le indagini, aggiunge il procuratore capo di Gorizia, necessiteranno del tempo adeguato per avere il quadro completo a livello nazionale. Nel caso si trattasse davvero di frode in pubbliche forniture, la struttura del commissario Arcuri non solo ne uscirebbe pulita, ma figurerebbe parte lesa.

13 aprile 2021 (modifica il 13 aprile 2021 | 18:08)

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