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Inter, con Sensi ed Eriksen più piedi e meno gol


Di Barella, il 5 febbraio a Firenze, l’ultimo centro di una mediana che pure con l’innesto di Eriksen e Sensi guadagna in qualità

L’Inter viaggia con il pilota automatico, al punto che la storia sembra essere sempre uguale a se stessa. Tutto ritorna costantemente: la LuLa segna e trascina, la difesa regge, gli esterni spingono come forsennati e indirizzano le partite, senza dimenticare il prezioso lavoro in fase di non possesso. Una catena di montaggio che sta portando a termine la cucitura del tricolore sulla maglia della prossima stagione, accanto al nuovo logo. E il centrocampo? Lavora sottotraccia. È questa la notizia: dopo il gol di Barella contro la Fiorentina, datato 5 febbraio, nessun centrocampista ha preso parte a gol dei nerazzurri.

NO GOL E ASSIST

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Il calcolo è presto fatto: nelle ultime nove partite a segnare sono stati gli attaccanti o gli esterni, a eccezione della zampata di Skriniar contro l’Atalanta. Zero gol, ma anche zero assist in questa striscia da parte del terzetto scelto da Conte in mezzo al campo. Un dato sicuramente curioso, che spiega anche l’evoluzione della manovra nerazzurra: la mediana è compatta, ordinata e a protezione della retroguardia; le ripartenze si appoggiano su Lukaku e si possono scatenare sulle fasce. E anche contro una difesa schierata, come contro il Cagliari, l’Inter fa male ai fianchi, allargando le maglie avversarie con il gioco in ampiezza e con il perno Lukaku in modalità pivot a chiudere i triangoli.

NON POSSESSO

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Il centrocampo non incide con i bonus fantacalcistici, nessun +3 e nemmeno +1 nelle ultime nove partire da parte di Brozovic, Barella, Eriksen, Vidal, Gagliardini, Vecino e Sensi. Ma l’Inter vola lo stesso e la squadra è costruita per sprintare in altre zone del campo. L’evoluzione di Eriksen in una mezz’ala preziosa nelle due fasi è emblematica di come Conte ha concepito la propria mediana: anche quando si presenta con più giocatori di qualità contemporaneamente (Sensi, Brozovic e il danese contro il Cagliari, per esempio), il centrocampo si scopre decisivo in fase di non possesso. Marcelo si sta confermando il giocatore con più chilometri a partita in Serie A: quasi 12. Barella è il quinto.

POCHI, MA IMPORTANTI

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Il dato è dunque curioso, ma assolutamente non preoccupante. La striscia aperta di vittorie consecutive e il distacco in classifica sono la dimostrazione che la strada è tracciata. La mediana di Conte è a immagine e somiglianza del tecnico: muscoli, intensità, polmoni. Qualche zampata in più sotto porta potrebbe sicuramente fare comodo, ma a cercare il pelo nell’uovo spesso va a finire che ci si perde. Anche perché Eriksen contro il Cagliari ci ha provato più volte e i gol dei centrocampisti in questa stagione sono spesso stati pesanti: si pensi alla punizione del danese nel derby di Coppa Italia o all’incornata di Vidal contro la Juve. Non è ancora tempo di lifting, parola di Conte: questa mediana funziona eccome. Anche senza gol (o assist).



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