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Ciad, ucciso il “presidente quasi a vita” Déby, baluardo nella guerra al terrorismo

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Idriss, un baluardo nella guerra al terrorismo islamico

Era lui, Idriss, cresciuto e addestrato militarmente in Francia, il presidente che difendeva il suo popolo dall’estremismo, e che combatteva il terrorismo di matrice islamica sempre più aggressivo e presente nel Sael anche per Parigi e l’Occidente. Sapeva usare il pugno di ferro, perché lo aveva usato a lungo nella sua vi’a. Anche quando salì al potere, anch’egli con un colpo di Stato sferrato dal vicino Sudan, nel 1990, rovesciando il dittatore Hissene Habrè. Allora in Ciad infuriava la guerra contro la Libia del potente Raiss Muammar Gheddafi.

Dédby aveva rischiato in diverse occasione di essere rovesciato da gruppi di ribelli provenienti dal Ciad. Nel 2009, quando arrivarono fino alle porte della capitale, e la sua capitolazione pareva solo questione di tempo, fu salvato ancora una volta dai mirage francesi.

Certo, il suo Governo era stato macchiato troppe volte di atti di corruzione, soprattutto da quando, grazie alla costruzione di un oleodotto lungo mille chilometri, aveva cominciato ad esportare, nel 2003, greggio anche nei Paesi vicini. Non poche volte le modalità con cui l’Amministrazione di Déby gestiva il Paese erano state motivo di imbarazzo per quelle cancellerie europee che lo sostenevano, Francia in tesa.

Anche lui aveva ceduto alla tentazioni a cui hanno ceduto molti altri presidenti quasi a vita. Ovvero dare una robusta spallata alla Costituzione, che di solito prevede un numero massimo di mandati presidenziali, cambiandola per adattarla ai propri interessi e restare al potere potenzialmente fino al 2033, in altre parole ad 80 anni compiuti.

Ma quanto a fermezza nella lotta al terrorismo. Idriss forse non aveva pari in tutto il Sael. Era il più attivo, forse anche perché il più minacciato, nella guerra contro i feroci estremisti di Boko Haram, che dal bacino del Lago Ciad stavano aumentando la loro presenza nel Paese. Ma era anche un uomo che aveva tenuto testa ai più famosi brand del terrore, da al-Qaeda nel Magreb islamico, fino alle nuove formazioni simpatizzanti dello Stato islamico.



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