Juve due anni fa lo scudetto di Allegri ora possibile

Juve, due anni fa lo scudetto di Allegri ora possibile alternativa a Pirlo

Esattamente il 20 aprile 2019 l’ex allenatore bianconero festeggiava il suo ultimo scudetto. Due anni dopo rappresenta la principale alternativa alla panchina

È il 20 aprile 2019. La Juve batte 2-1 la Fiorentina, Massimiliano Allegri ottiene il quinto scudetto in bianconero: ai suoi basterebbe un punto, l’autorete di Pezzella a inizio ripresa (dopo le reti di Milenkovic e Alex Sandro) dà il via alla festa anticipata sugli spalti. Nel primo tempo, sul momentaneo vantaggio della Viola, è Chiesa a gelare lo Stadium colpendo il palo, ma questa è un’altra storia che apparterrà al futuro. Ciò che tiene banco di più in quel momento è la discussione accesa da Allegri alla vigilia: “Vincere non è scontato, bisogna godere di ogni successo perché raggiungerlo è sempre molto complesso”. I bianconeri sono stati da poco eliminati dalla Champions League per mano dell’Ajax di De Ligt: la prima stagione di Ronaldo a Torino aveva creato ben altre aspettative, e così la consueta schiumata di Cuadrado sulla testa di Max per festeggiare il tricolore sarà l’ultima (almeno fin qui) dei suoi anni juventini.

PROGETTO DA COINVOLGIMENTO TOTALE

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L’allenatore viene esonerato al termine della stagione per “la conclusione naturale di un ciclo” ha ribadito qualche settimana fa il vice presidente Pavel Nedved. Ma i rapporti tra il tecnico livornese e Andrea Agnelli sono sempre rimasti solidi e cordiali. “Una dinamica normale al di là del calcio, come se io andassi a cena con Maldini: non sarebbe segno di una trattativa col Milan” ha provato a spiegare Pirlo dopo l’incontro tra il suo presidente e Allegri a Forte dei Marmi alla vigilia di Pasqua, nel giorno in cui la Juve avrebbe dovuto fare ben altra prestazione contro il Torino nel derby. La verità è che Max ancora oggi non ha trovato un progetto da coinvolgimento totale come per lui è stato quello con la Juve. E la Signora negli ultimi anni ha fatto un po’ fatica nel dare seguito al cambiamento con la solidità di sempre, perdendo così la leadership indiscussa in Italia e quotazioni in Europa.

ALTERNATIVA PRINCIPALE

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Il 20 aprile 2021 la Juve si ritrova a preparare il match infrasettimanale con il Parma, questa volta sarà lei (domenica) a far visita alla Fiorentina. Lo scudetto è lontanissimo, dopo nove stagioni di dominio, con l’ultima quasi di rottura per il poco feeling costruito tra Sarri, squadra e ambiente. Pirlo ha accettato la sfida ambiziosa la scorsa estate, ora prosegue il suo lavoro con la piena fiducia ribadita dalle voci più autorevoli del club (da Nedved a Paratici), ma è sul campo che si gioca la fetta più grande sulla conferma: sotto il quarto posto – dunque senza qualificazione alla prossima Champions che resta a livello sportivo l’obiettivo dichiarato, al netto delle ultime novità riguardanti la Superlega – la conferma sulla panchina sarebbe più complicata da far digerire ai tifosi. E dal momento che per un sistema aziendale organizzato come quello della Juventus sarebbe difficile vedere il quarto allenatore in quattro anni, l’ipotesi di un Allegri bis al momento resta l’alternativa più accreditata. Difficile, invece, che sul progetto giovani la Juve lasci: anzi, più facile il raddoppio.


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