sentenze piu veloci ma anche sempre piu richiami inascoltati Corriereit

sentenze più veloci ma anche sempre più richiami inascoltati- Corriere.it

Un anno di lavoro segnato dalla pandemia, che entrata fin dentro la Corte costituzionale, ma senza rallentarne l’attivit n diminuirne l’efficienza. Il 2020 vissuto al palazzo della Consulta stato anche l’anno dei tre presidenti – Marta Cartabia fino a settembre, poi Mario Morelli e da dicembre Giancarlo Coraggio – e della conferma di alcune tendenze destinate a caratterizzarne ruolo e orientamenti: dal numero delle decisioni di merito, sempre maggiore di quelle in cui ci si ferma agli aspetti preliminari come l’ammissibilit, ai richiami al legislatore, anch’essi in costante aumento.

Bilancio per i cittadini

Il bilancio contenuto nell’annuario 2020 della Corte costituzionale, appena dato alle stampe e da oggi disponibile sul sito della Consulta, una novit per rendere sempre pi accessibile ai cittadini ci che avviene nel palazzo dei diritti e delle garanzie, dove si giudicano le leggi e non solo. Si tratta di un’anteprima rispetto alla relazione annuale che verr illustrata tra qualche settimana, nel tradizionale appuntamento di primavera.

Sentenze pi veloci

Anche nel periodo segnato dall’emergenza coronavirus, che ha inevitabilmente modificato l’organizzazione del lavoro, proseguita la diminuzione dei tempi di decisione delle cause, com’era gi avvenuto nel 2019. L’attesa media che prima superava l’anno ora si ridotta a meno di nove mesi: 226 giorni fino alla trattazione del procedimento e 261 fino al deposito della decisione. Tempi pi veloci e sempre pi verdetti che affrontano il contenuto delle questioni sottoposte all’esame dei giudici costituzionali, con le sentenze che superano di gran lunga le ordinanze a dimostrazione che la Corte entra sempre pi spesso nel merito delle questioni, decidendo della sostanza dei problemi sottoposti. Una tendenza che il presidente Coraggio considera estremamente apprezzabile, perch ho sempre pensato, nel lungo esercizio della mia attivit giudiziaria, che le pronunce di inammissibilit, quale ne sia la causa, costituiscano una sconfitta per la giustizia.

Richiami inascoltati

Tra le pronunce aumentano i moniti alle Camere, anche questo un trend ormai costante: 10 nel 2018, 20 nel 2019, 25 nel 2020. Sono i richiami con cui il giudice delle leggi avverte il legislatore di ci che non va anche quando qualche questione di incostituzionalit viene respinta, oppure con un preavviso di bocciatura della legge, o per porre rimedio a situazioni problematiche, obsolete o suscettibili di attrito con i principi costituzionali, sulle quali la Corte non pu spingersi. Nel sempre auspicato spirito di leale collaborazione istituzionale. Purtroppo molto spesso i moniti restano inascoltati per incapacit o impossibilit del Parlamento a seguire le indicazioni della Consulta. Un esempio virtuoso si avuto per con il ricalcolo dell’assegno spettante agli invalidi civili totali, subito dopo la decisione che ne ha stabilito l’insufficienza a garantire il minimo vitale il legislatore intervenuto per adeguare l’ammontare della pensione, ricorda Coraggio che aggiunge: Mi rendo conto che, specie nell’attuale situazione politica, il Parlamento si trova di fronte a impegni non meno delicati e rilevanti, tuttavia la Corte non finir mai di sottolineare la necessit di un migliore raccordo tra le due istituzioni.

Preavvisi di bocciatura

In questo senso stata introdotta la sospensione del giudizio per lasciare il tempo a deputati e senatori di modificare la legge prima che la Consulta ne dichiari l’incostituzionalit: successo nel 2019 su una questione eticamente sensibile come il suicidio assistito (con una specifica norma dichiarata incostituzionale di fronte a determinate condizioni, proprio per l’inerzia del Parlamento) e di recente su una questione complessa come l’ergastolo ostativo. Le pronunce del 2020 hanno spaziato in tanti settori, dalla legge elettorale, al rapporto Stato-Regioni su vicende di grande rilievo come la sanit e la sicurezza pubblica, fino alla legislazione che regola il trattamento e i diritti degli stranieri.

Garanzie e diritti

Molte le decisioni nel settore penale, dove si conferma una tendenza al rispetto delle garanzie per imputati e detenuti: dalla irretroattivit di alcune parti della cosiddetta legge Spazzacorrotti all’estensione dell’applicazione della particolare tenuit del fatto; dall’abolizione di alcuni divieti assoluti per i reclusi al “41 bis” all’allungamento dei termini per i reclami contro i permessi premio negati, con il limite di 24 ora ritenuto troppo breve e perci lesivo del diritto di difesa del detenuto e della funzione rieducativa della pena.

Aperture alla societ civile

Decisioni che incidono su vicende anche minori ma sempre importanti per chi vi coinvolto, per applicare i grandi principi contenuti nella Costituzione alle piccole situazioni di vita quotidiana che interessano i cittadini, figlie di un atteggiamento sempre meno chiuso della Corte che ha da tempo avviato un processo di apertura del palazzo verso l’esterno. Con i viaggi nella scuola e nelle carceri, ma anche con l’adozione di procedure sempre pi tese all’ascolto delle istanze esterne, grazie agli amici curiae e i pareri degli esperti che possono essere introdotti nel giudizio. Una maggiore partecipazione della societ civile nel processo – commenta il presidente Coraggio – che ha ricevuto il plauso dell’Europa nel report sullo stato della giustizia dei Paesi membri e che ha prodotto effetti ampiamente positivi.

21 aprile 2021 (modifica il 21 aprile 2021 | 10:07)

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