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«In Sicilia spiagge piene di scarpe e indumenti dei migranti morti in mare»- Corriere.it

In Sicilia Spiagge Piene Di Scarpe E Indumenti Dei Migranti
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«Eravamo alla base della falesia di Salinella, a San Vito lo Capo, in riva al mare, per raccogliere i rifiuti e poi arrampicare. Avevo subito notato che c’erano tantissime scarpe, ciabatte, indumenti, ma non aveva collegato. È stato Daniele Arena, che due volte l’anno organizza delle queste campagne di pulizia in quella spiaggia, ad aprirci gli occhi: “Vengono dai barconi, pensate quanta gente è morta in mare”. Sono rimasto di sasso». L’alpinista Matteo Della Bordella era in Sicilia insieme a Massimo Faletti per l’ultima tappa di «Climb and Clean», un progetto per avvicinare alla scalata e sopratutto per migliorare l’ambiente in cui viviamo. Un’iniziativa che si è trovata di fronte uno scenario inaspettato, non semplici rifiuti ma i segni delle tragedie nel Mediterraneo. Uno schiaffo, un pugno nello stomaco che arricchisce di senso il valore dell’impegno dei due scalatori, partiti da Trento e arrivati in Sicilia, per lanciare un messaggio di attenzione all’ambiente e al contesto che ci circonda.

Contro i mulini a vento

La carcassa di un auto recuperata a Buccheri (Siracusa)

Faletti e Della Bordella, insieme agli altri volontari che si sono aggiunti nelle prime tre tappe (Trento, Buccheri in provincia di Siracusa, e appunto San Vito Lo Capo nel Trapanese) hanno raccolto oltre dieci tonnellate di spazzatura. Hanno trovato di tutto. «A Trento i rifiuti più fastidiosi, anche da maneggiare — racconta Della Bordella —. Come pannoloni, e anche una busta con dentro pezzi di capretto, forse provenienti da un macello. A Buccheri, invece, la parte più faticosa: abbiamo dovuto issare con le corde persino la carcassa di un’auto. E a San Vito Lo Capo, non solo il pensiero delle tragedie in mare, ma anche lo sconforto di pensare che dopo una mareggiata sarebbe arrivato altro materiale, è come lottare contro i mulini a vento».



Progetto di tutti

Della Bordella, che sta organizzando per l’estate una spedizione in Groenlandia abbinando kayak e scalate, è soddisfatto di questa esperienza. «Sicuramente da ripetere, ti apre gli occhi su tutto ciò che esiste a monte dei rifiuti. E sulle nostre abitudini che andrebbero cambiate, perché da lì parte tutto». Anche Faletti traccia un bilancio decisamente positivo. «Questo progetto è di tutti, non mio o di Matteo. Ieri mi ha scritto un amico per dirmi che sta pulendo un bosco della Val di Fiemme. Stanno nascendo tante iniziative parallele, ognuna dà il suo piccolo contributo a una grande causa. Questo è il progetto di tutti i volontari che si sono spesi e che si spendono ogni giorno. È il progetto di Johnny, Marco, Beppe e tanti altri che si sono uniti a noi nelle giornate di pulizia».

22 aprile 2021 (modifica il 22 aprile 2021 | 16:35)

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